martedì 18 novembre 2008

Costruire Atlantide


La famiglia Friedman è una famiglia curiosa. Milton ha portato alla luce molti problemi delle regolamentazioni statali e ne ha individuato la causa negli incentivi distorti posseduti dai governanti; ma non ha saputo offrire alcuna soluzione realistica ai problemi in questione. Il figlio di Milton, David, ha architettato una soluzione realistica, basata su una struttura di incentivi diversa rispetto a quella dei governi; ma non ha dimostrato in modo conclusivo che una società di questo tipo sarebbe stabile, cioè che non degenererebbe nuovamente in un governo; inoltre non ha saputo indicare un percorso realistico e graduale per trasformare i sistemi attuali nel nuovo. Il figlio di David, Patri, ha risolto brillantemente entrambi i problemi: la sua soluzione risolve in un colpo solo il problema di come realizzare la transizione e il problema di come eliminare il rischio di instabilità. Il mondo può davvero cambiare grazie a Patri Friedman.

Propongo quindi di dare dei sussidi statali a David Friedman per incentivare la sua produzione di figli. Nell'attesa, ecco la traduzione di un articolo di Patri:


GEOGRAFIA DINAMICA

Questo articolo discute brevemente le ragioni fondamentali per cui i governi funzionano così male e molte soluzioni proposte da libertari non sono sufficienti a risolvere il problema. In questo articolo il governo viene modellato come un'industria e viene dimostrato che tale industria è priva di feedback competitivo. Su questa base verranno esaminati dei modi di rendere il governo più efficiente, compreso un modo curioso ma elegante di correggere il problema che non è stato precedentemente analizzato in questo contesto.

Il problema

Chi non impara dagli errori della storia è destinato a ripeterli.

Date le grandi violazioni dei principi di libertà commesse dai governi attuali ... è naturale che alcuni di noi abbiano considerato di progettare o persino di fondare nuove nazioni. Nel far ciò, a volte assumiamo che il motivo del fallimento dei paesi attuali sia l'atteggiamento mentale dei loro residenti. Quindi per assicurarsi che un sistema politico funzioni, dobbiamo semplicemente cominciare con persone che hanno a cuore la libertà. Questo è sbagliato, perché molto di ciò che non ci piace negli Stati attuali deriva dal comportamento di un sistema --- comportamento che in grande misura è indipendente da quali persone ne fanno parte. Per fare un esempio, gli Stati Uniti hanno cominciato con dei fondatori basati sulla libertà ma poi sono degenerati.

In alternativa sembra attraente pensare che la radice del problema si trovi nella Costituzione, forse perché non è abbastanza specifica o forse perché possiede qualche problema strutturale. Ad esempio, se le leggi richiedessero una super maggioranza per essere approvate e un voto di un quarto dei cittadini per essere abolite ... forse questo risolverebbe il problema. Sebbene queste questioni siano importanti, l'approccio è comunque troppo superficiale. Ancora una volta va notato che gli Stati Uniti hanno cominciato con una Costituzione piuttosto buona ma sono comunque degenerati. Non importa quali sono le tue leggi di partenza (e la nostra Carta dei Diritti è molto chiara), ci sono comunque giudici che la interpretano.

Quando cerchiamo evidenza empirica nel ventesimo secolo, la posizione libertaria è debole. Lo Stato minimo non sembra essere un equilibrio stabile. Al contrario, lo schema che si osserva chiaramente è che le spese governative crescono sempre, in termini assoluti e relativi, in molti Paesi diversi del mondo sviluppato. Il fenomeno del burocrate che cerca di gestire più soldi possibile e il meccanismo autoalimentante di espansione del governo sembrano fenomeni robusti. Non possiamo ignorare questa evidenza semplicemente perché è sgradevole. Il mercato libero potrà anche essere efficiente, ma se è intrinsecamente instabile non ci può essere alcuna utopia libertaria.

Il problema della stabilità è cruciale ... e forse è il problema fondamentale che ci troviamo di fronte. Sappiamo molto su come le cose potrebbero e dovrebbero funzionare nella nostra visione della società. Ma perché queste società sono così rare? Perché non si formano? Perché scompaiono? Come possiamo crearne una che duri? E' stata fatta molta analisi eccellente su questo argomento, grazie all'economia della scelta pubblica [public choice economics]. Ma queste questioni pressanti sembrano ricevere poca attenzione al confronto di piccole questioni tecniche, nonostante il fatto che dobbiamo rispondere ad esse se vogliamo mai riuscire a creare una società libertaria stabile.

L'industria del governo

Il governo tradizionale è un monopolio dell'uso della forza in una certa area geografica. Generalmente si estende per assumere anche il monopolio di un grande numero di servizi, come le corti di giustizia, la polizia, la protezione militare, le strade, e le licenze. Prenderemo in considerazione tutti questi "servizi governativi", e chiameremo "industria governativa" la fornitura di questi servizi. Ci sono due aspetti che rendono questa industria non competitiva: l'alto costo per il cittadino di passare sotto un altro governo, e l'alto livello di blocchi all'ingresso.

L'alto costo di passare sotto un altro governo

I fornitori di servizi governativi possiedono un monopolio sopra un'area molto grande. La maggior parte della gente è proprietaria della casa in cui vive e possiede anche una grande quantità di beni fisici. E' anche molto probabile che abbiano famiglia ed amici nell'area geografica circostante, e che abbiano un lavoro nelle vicinanze. Sebbene ci sia anche chi vive in camper, ha amici solo su internet e lavora da casa connettendosi ad internet, le persone di questo tipo sono molto rare. Quindi, se una persona vuole cambiare fornitore di servizi governativi, deve trasferirsi fisicamente in un altro paese. Questo richiede una serie di passi onerosi: vendere la casa, imballare tutto ciò che possiedi, lasciare il lavoro, traslocare in un altro paese, sbrigare le questioni burocratiche connesse all'immigrazione, comprare una nuova casa, trovae un nuovo lavoro, farsi nuovi amici, imparare una nuova cultura [ed eventualmente una nuova lingua]. Questo è un processo estremamente costoso.

Dato che è così costoso cambiare fornitore per questi servizi, l'industria in questione possiede poco feedback competitivo [cioè non possiede informazione sul grado di apprezzamento del proprio servizio da parte dei cittadini, e incentivo a soddisfare al meglio le esigenze dei cittadini. NdM]. Il motivo è che la strategia di spostarsi in un paese più favorevole non funziona bene, in quanto la differenza tra due governi deve essere maggiore del costo di spostarsi, e questo costo è enorme. Quindi i residenti hanno una grande tentazione a rimanere e sperare che le cose migliorino, o forse a tentare di cambiarle nonostante le insignificanti probabilità di successo.

Se non fosse chiaro perché tutto ciò produce un cattivo servizio, considerate un esempio nel mondo delle imprese. Supponete che ci siano molte compagnie telefoniche concorrenti e non connesse tra di loro: voi potete telefonare solo alle persone che sono clienti della vostra stessa compagnia telefonica. Allora è probabile che i vostri amici, la vostra famiglia e i vostri colleghi di lavoro useranno tutti la stessa compagnia, perché avere la stessa compagnia dà un vantaggio molto grande. ... In questo caso, una volta che una compagnia telefonica è riuscita a farsi molti clienti, non ha bisogno di trattarli molto bene, perché sarebbe difficile per i clienti cambiare fornitore. Se invece tutte le compagnie sono interconnesse e occorre solo qualche minuto per cambiare fornitore, il servizio è enormemente più efficiente. L'effetto di ciò sull'industria del governo sarebbe ancora più forte in quanto in questa industria la vicinanza fisica è più importante e pervasiva che nell'industria telefonica, e quindi la gente è disposta è sopportare costi più alti per mantenerla.

Alte barriere all'ingresso

Considerate due industrie. La prima ha poca economia di scala [cioè una compagnia grande non è molto più efficiente di una piccola, NdM], quindi compagnie piccole possono inserirsi facilmente nel mercato. La seconda industria ha economie di scala così alte che una nuova compagnia, per poter competere con quelle esistenti, deve essere enorme e piena di soldi. Ad esempio, la prima industria potrebbe essere il mercato dei programmi per computer e la seconda il mercato dei sistemi operativi per computer. Quando la barriera all'ingresso è bassa, molte compagnie innovative competeranno tra loro per fornire il prodotto migliore. Quando la barriera è alta, un piccolo numero di compagnie relativamente protette dalla competizione esterna cercano di mantenere la propria posizione e difendere una rendita.

La barriera all'ingresso nel mercato governativo è enorme: sebbene sia possibile controllare piccole parti di una democrazia senza grandi spese [lobby], creare un nuovo sistema o assumere il controllo di quello attuale è molto difficile. Il metodo usuale di far ciò è la rivoluzione con spargimento di sangue, e coloro che la tentano rischiano la morte con poche probabilità di successo. I governi accampano diritti su ogni lembo di terra del pianeta, e i possessori attuali hanno grande interesse a mantenere lo status quo. La recente invasione dell'Iraq da parte degli USA dimostra i costi tremendi e la difficoltà di un cambio di regime.

Questa alta barriera all'ingresso significa che il mercato governativo contiene un piccolo numero di grandi compagnie. L'industria non possiede il genere di crescita, dinamismo e continua innovazione che sarebbero prodotti da un flusso costante di piccole imprese che compiono continui esperimenti. Attualmente, piccoli gruppi di persone non sono liberi di sperimentare nuovi sistemi di governo. Questo priva il mondo intero di informazione utile su come migliorare i governi, e permette che la gente continui ad illudersi che certi metodi potrebbero funzionare, quando in realtà sarebbero disastrosi.

Le due cose messe insieme

Ulteriore evidenza che queste due condizioni sono la causa della pessima qualità dei servizi governativi si può trovare esaminando quei pochi servizi governativi che hanno un costo di cambiare fornitore molto più basso e una barriera all'ingresso molto più bassa. Per esempio, l'"incorporation" [?] e il noleggio di navi non richiedono la presenza fisica, e queste attività sono tra le poche che il governo riesce a mantenere con profitto. E non è una sorpresa che, per questo piccolo sottoinsieme di servizi "virtuali", la possibilità di cambiare facilmente fornitore sia molto concreta.

Tra parentesi: applicare questi due criteri al sistema operativo Windows spiega perché la sua qualità è così bassa, mentre altri prodotti Microsoft in industrie più competititive sono molto migliori.

[Altra evidenza è il fatto che le tasse sul capitale tendono ad essere più basse delle tasse sulla terra, perché il capitale si può spostare facilmente, NdM.]

Ora che abbiamo considerato il governo come industria e compreso che è un'industria enormemente non competitiva, non dovrebbe sorprenderci che i governi esistenti facciano un lavoro così cattivo. Senza concorrenza e reazioni di mercato, non dovremmo aspettarci un miglioramento significativo, indipendentemente da quali riforme superficiali vengano fatte. Cambiare una parte del sistema non basta: dobbiamo cambiare il meta-sistema, cioè il sistema con cui i sistemi stessi si evolvono. [In altre parole dobbiamo creare un sistema per generare buoni sistemi. NdM]


Soluzioni

...

Una industria non si può rendere competitive con la retorica, e l'industria governativa non fa eccezione. Al contrario, dobbiamo cambiare la struttura di incentivi che conduce a governi stagnanti e sfruttatori della popolazione. L'analisi precedente suggerisce che abbassare la barriera all'ingresso e il costo di cambiare fornitore avrebbe una buona probabilità di funzionare. Come si può fare?

Feudalesimo

Una risposta è un sistema gerarchico di alleanze, simile al feudalesimo medioevale. Ogni unità può scegliere a quale unità di livello più alto preferisce sottostare. In questo modo ogni unità può scegliere l'offerta migliore. Ciò ha realmente creato un sistema competitivo, come sostenuto da Robert Wright nel libro Non-Zero Sum [gioco a somma non-zero]:

Perché queste elite di regnanti erano più aperte ai cambiamenti rispetto alle elite regnanti di Roma? Una ragione, come dicono gli storici, era la natura decentralizzata del feudalesimo. I signori feudali avevano la libertà di riscrivere le leggi nel loro territorio, ed avevano anche gli incentivi a farlo: la competizione con i signori feudali confinanti. Non appena alcuni Signori avveduti cercavano di promuovere più benessere dei Signori confinanti, le molte unità con struttura "frattale" del fedalesimo divennero, di fatto, dei laboratori di giochi a somma non-zero, in concorrenza tra loro per aumentare la produttività.

Wright documenta anche che questa concorrenza nell'industria governativa può aver contribuito in modo sostanziale al vantaggio tecnologico dell'Europa.

Sfortunatamente, questo sistema ha dei problemi. Per esempio, le unità stabili nel feudalesimo tendono ad essere geograficamente compatte, e le caratteristiche geografiche limitano la varietà delle possibili configurazioni. Quindi ciascuna unità avrà spesso solo due opzioni di affiliazione --- oppure, se non si trova su un confine, non avrà alcuna opzione.


Anarco-capitalismo

Un sistema ben noto negli ambienti libertari è chiamato anarco-capitalismo. L'idea è che tutti i servizi governativi vengono forniti da compagnie private. Nessuna compagnia ha il monopolio di un dato servizio in una data area. Per esempio, le funzioni di polizia sarebbero svolte da "agenzie di protezione", e le dispute sarebbero risolte in corti di giustizia private. In questo articolo non esamineremo questo sistema in dettaglio (vedere a tale proposito il libro "L'ingranaggio della libertà" di David Friedman). Al contrario, esamineremo come l'anarco-capitalismo si adatta al nostro modello.

L'anarco-capitalismo diminuisce le barriere all'ingresso in quanto una nuova compagnia, per inserirsi nel mercato, dovrebbe inserirsi solo in una specifica industria e in una specifica area [anziché dappertutto]. Ad esempio, un'agenzia potrebbe decidere di inserirsi nel settore dei vigili del fuoco. In alcuni settori questo inserimento potrebbe essere più difficile in quanto alcune industrie che forniscono servizi governativi potrebbero avere maggiori economie di scala ed essere monopoli naturali. Ma è improbabile che lo siano tutte. Quindi, diversamente dal governo, che è monolitico, l'anarco-capitalismo permette la competizione almeno in quelle aree che non sono per natura monopolistiche.

L'anarco-capitalismo riduce anche drasticamente il costo di passare sotto un altro fornitore di servizi governativi, perché con questo sistema le persone non avrebbero bisogno di spostarsi fisicamente per poter cambiare fornitore di servizio: cambiare fornitore sarebbe facile come cambiare assicurazione oggigiorno. In aggiunta a ciò, le persone sarebbero libere di scegliere un fornitore diverso per ogni servizio. Quindi, per restare sul mercato, un fornitore dovrebbe essere competitivo, altrimenti i suoi clienti se ne andrebbero. Quindi in questo sistema il fornitore non sta semplicemente proteggendo una rendita, cosa che invece fa uno Stato tradizionale.

L'obiezione principale che si può sollevare contro l'anarco-capitalismo è quella della stabilità, cioè se condurrà inevitabilmente alla formazione di un governo centrale. I critici sostengono che le agenzie di protezione si uniranno per divenire tiranni della popolazione. La scarsa evidenza storica in nostro possesso non supporta questa predizione di deriva totalitaria; ma non indica nemmeno la stabilità a lungo termine. [Ad esempio l'anarco-capitalismo in Islanda è durato più di 300 anni, ma alla fine è terminato. NdM]. Infatti, in presenza di una minaccia esterna, le anarchie tendono a trasformarsi in governi centralizzati. E una volta che il governo si è formato, anche quando la minaccia esterna è scomparsa, il governo anziché retrocedere diventa più forte. Questo è un tipico esempio del cosiddetto "effetto ratchet", cioè un ingrandimento autoalimentante ed irreversibile. Questo effetto è una ragione fondamentale della continua crescita dei governi.

Geografia dinamica

Ne "L'ingranaggio della libertà", David Friedman usa la seguente metafora per illustrare i benefici dell'anarco-capitalismo:

Immaginiamo come sarebbe il nostro mondo se il costo per andare da un paese a un altro fosse zero. ... Un giorno il presidente francese annuncia che, a causa di problemi con le nazioni confinanti, verranno introdotte nuove tasse per le spese militari e che presto inizierà il reclutamento di nuove truppe. Il mattino seguente il Presidente francese si ritrova a governare un territorio pacifico, ma completamente vuoto, perché la popolazione si è ridotta, oltre a lui, a tre generali e ventisette corrispondenti di guerra.

Noi non viviamo in una roulotte; ma se potessimo comprare la nostra protezione personale da una compagnia privata, invece che dallo Stato, potremmo cambiare compagnia non appena ne trovassimo un'altra in grado di offrire un servizio migliore. Possiamo cambiare il nostro protettore senza cambiare nazione.


Questa metafora, presa alla lettera, ci suggerisce una strategia alternativa all'anarco-capitalismo. Supponiamo per un momento che esista davvero un modo di ridurre drasticamente i costi di cambiare fisicamente Paese. In questo caso, anche se ogni governo conservasse il monopolio sul proprio territorio geografico, i governi sarebbero costretti a competere tra loro per convincere i cittadini a restare, offrendo loro servizi più efficienti. Per usare l'analogia di prima, l'industria governativa diverrebbe più simile ad una compagnia telefonica e meno simile a un sistema operativo. Ma come realizzare ciò?

La risposta non è mettere le ruote alle nostre case, ma alcune persone la trovano ugualmente controintuitiva: costruire città fluttuanti sul mare, composte di moduli separabili e riorganizzabili dinamicamente.

Il concetto non è originale: le città fluttuanti fanno parte da tempo delle fantasie di chi desidera fondare una nazione. Dato che ogni lembo di terra è sotto il controllo di governi che non hanno alcun interesse a vendere la sovranità, i fondatori di nazioni sono stati costretti a considerare gli oceani. Ma la cosa sorprendente è che il mare, lungi dall'essere una soluzione di ripiego, sembra al contrario l'ambiente ideale per sostenere società libere.

La geografia della terra è fissa ed immutabile, ed il costo di trasportare le cose da un posto all'altro è alto. Spostare gli edifici è raramente fattibile. Gli edifici ed altri possedimenti molto pesanti hanno un grande valore per i loro proprietari, il che rende importante per il governo controllare il territorio fisico. Ma l'acqua è un intermediario fluido. Se gli edifici sono fluttuanti, anche un edificio molto grande può essere spostato in una nuova locazione a un costo molto basso (pensate alle navi da crociera). Quindi la geografia dell'oceano è una geografia dinamica: i vari pezzi del territorio non devono necessariamente mantenere una relazione spaziale fissa e costante nel tempo.

Il beneficio di questo tipo di geografia dovrebbe essere chiaro dalla storia di David Friedman. Se una singola struttura può essere rilocata a costo basso in un'altra giurisdizione, il costo di cambiare governo diventa basso. Le strade che compongono una città, le città che compongono una regione, le regioni che compongono uno stato... ciascuno di questi livelli è in grado di spostarsi e cambiare la sua affiliazione in modo da ottenere condizioni più convenienti. Non si tratta solo di uno spostamento virtuale come nel feudalesimo, dato che stavolta è possibile lo spostamento fisico dell'intera area. Se un lunedì lo Stato cerca di imporre una tassa sulle vendite, martedì tutto quello che resta di quella città potrebbe essere il municipio. Quando andarsene è facile, sfruttare la popolazione è difficile.

Anche le barriere all'ingresso sono molto minori sull'oceano, in quanto la geografia delle città fluttuanti può crescere dinamicamente, oltre ad essere rimescolata. Quindi un nuovo governo non ha più bisogno di combattere una guerra per ottenere il controllo di un pezzo di terra su cui qualcun altro accampa diritti: tutto ciò che deve fare è prendere possesso di un pezzetto del vasto oceano disabitato. Sebbene la posizione non sia priva di importanza, gli oceani sono molto più omogenei della terraferma, quindi ci saranno meno contese per ottenere una data area.

Come già detto in precedenza, uno dei problemi principali del governo è l'effetto ratchet: una crescita autoalimentante che non può mai essere invertita. Dato che una geografia dinamica può anche restringersi, essa fornisce un potenziale "pulsante di reset" [ripartire da zero] che si contrappone all'effetto ratchet. Immaginate una città su una piattaforma fluttuante il cui governo è divenuto troppo repressivo o troppo inefficiente. Una singola piattaforma decide di sganciarsi e di gettare l'ancora ad un miglio di distanza, formando un nuovo governo. Altre piattaforme la seguono. Alla fine, l'intera città potrebbe essersi rilocata nella nuova posizione, con esattamente le stesse piattaforme di prima, ma con un nuovo governo. Chiamiamo questa pratica "azzeramento totale" [reset]. Nella pratica, è probabile che la minaccia stessa di questa pratica renderà non necessaria la sua attuazione. Sulla terraferma, una pratica di azzeramento potrebbe essere inclusa nella Costituzione, ma i politici al potere avrebbero grande incentivo a combatterla. Invece nel mare, dove i cittadini possono semplicemente andarsene portando con sé la famiglia, la casa, gli amici e l'ufficio, la pratica di azzeramento è più difficile da ostacolare. Infatti questo genere di azzeramento è graduale ed incrementale, quindi non ha un singolo punto di fallimento. Sulla terraferma, fermare un'operazione di azzeramento sarebbe facile per un politico: basterebbe vincere un'elezione. Ma sull'oceano fermare un'operazione di azzeramento dinamica richiede di limitare la libertà di movimento di ciascun modulo della città.

Questa soluzione può essere contrastata. Se un governo impedisce fisicamente ai moduli di separarsi, ha di fatto trasformato la città in una città terrestre, e può dare inizio a una tirannia. Ma, sebbene questo sia un pericolo reale, la città acquatica si trova ancora in condizioni migliori. Sulla terraferma, gli edifici e la terra sono intrappolati in un luogo senza via d'uscita. Sull'oceano c'è sempre una possibilità che una piattaforma riesca a fuggire, per valore o per inganno. Inoltre, questa restrizione del governo dovrà essere introdotta all'improvviso, dato che ci si aspetta che su una piattaforma la libertà di associazione sarà considerata il diritto più fondamentale. Avrà la stessa grande importanza che oggi i libertari riservano alla libertà di parola e ai diritti di proprietà, in quanto la libertà di associazione è ciò che assicura che la partecipazione al contratto sociale sia esplicita e volontaria.

La geografia dinamica sposta il potere verso il basso, verso la più piccola unità separabile. Ma quanto sarà grande la più piccola unità separabile? Ciò dipende da vari fattori. La più piccola unità separabile che sia economicamente fattibile potrebbe essere piccola quanto una singola residenza, oppure abbastanza grande da ospitare 10 o 100 persone. In ogni caso, la dimensione è esigua. Questo permetterà agli individui di avere molta più voce in capitolo rispetto al sistema politico attuale, che è un sistema enorme e monolitico in cui "il vincitore prende tutto". Non solo il governo sarà più efficiente, ma probabilmente i governi saranno più diversi tra loro. Sembra che ci sia una discreta varietà nei gusti della gente in fatto di sistemi politici; quindi con una barriera all'ingresso più bassa nasceranno molte compagnie per soddisfare gusti di nicchia.

Uno dei motivi per cui questa idea è così potente è che per funzionare non ha bisogno che la gente creda in essa. Indipendentemente dai particolari gusti politici dei cittadini, il mercato governativo avrà una struttura di incentivi diversa. Questo risolve il classico punto debole delle visioni utopistiche, che richiedono che tutti Vedano La Luce. L'unico atto di persuasione necessario è convincere i primi coloni a dare avvio al processo di colonizzazione del mare; ma data la natura incrementale del progetto è sufficiente convincere solo poche persone ad ogni fase. Man mano che le città fluttuanti cresceranno, ci sarà evidenza sempre crescente che sono posti attraenti in cui vivere; questo convincerà le persone in bilico a trasferirsi, il che a sua volta produrrà più evidenza del buon funzionamento, e così via.

Uno svantaggio della geografia dinamica è che gli oceani sono un ambiente difficile e povero di risorse. Ci si potrebbe domandare se il vantaggio di un governo efficiente valga più degli svantaggi. Empiricamente la risposta sembra essere sì. Per esempio, considerate città come Hong Kong o Las Vegas. Con poche risorse naturali, sono riuscite ad avere una crescita economica tremenda semplicemente fornendo un ambiente più libero. Nella nostra complessa economia globale c'è molto altro da fare oltre ad estrarre risorse naturali.

E' facile capire perché le città fluttuanti saranno un'industria concorrenziale e dinamica. Come ogni industria di questo tipo, sono sicuro che produrrà utili innovazioni che io non sarei mai riuscito ad immaginare. La geografia dinamica, come l'anarco-capitalismo, produce buoni governi attraverso la concorrenza. Non sostengo che ciò produrrà come risultato un'utopia, ma aumenterà sia la libertà privata sia l'efficienza degli sforzi pubblici. Notate che i benefici della geografia dinamica non sono ristretti a una politica libertaria o anarco-capitalista: tutti i tipi di governo saranno resi più efficienti dalla geografia dinamica. Potremmo addirittura scoprire che sia il comunismo sia l'anarco-capitalismo sono inattuabili sulla terraferma ma attuabili sul mare.

Questi insediamenti sono tecnologicamente fattibili? Ho fatto una buona dose di ricerca sull'argomento ed ho concluso che non solo sono praticamente fattibili ma anche economicamente convenienti. Attualmente sto scrivendo un libro chiamato Seasteading [insediamento sull'acqua]. Per informazioni più dettagliate potete leggerne la bozza disponibile in rete. Notate che, anche se dobbiamo superare alcuni problemi tecnici, siamo riusciti a trasformare un problema politico in un problema ingegneristico; e gli esseri umani sono molto bravi a risolvere problemi ingegneristici.


Anarchismo dinamico

Sotto anarco-capitalismo gli individui sono liberi di cambiare fornitore di ciascun singolo servizio senza spostarsi fisicamente. Nella geografia dinamica, i moduli possono sempre scegliere un governo completamente diverso semplicemente spostandosi altrove. Non c'è conflitto tra queste due idee, anzi in realtà c'è una buona dose di sinergia. Con la geografia dinamica, il sistema anarco-capitalista ha una maggiore probabilità di formarsi e di resistere nel tempo, per varie ragioni.

Per esempio, attualmente i governi ottengono enormi profitti dal loro monopolio dell'uso della forza. Questo dà loro un grande incentivo a combattere l'emergere di un sistema anarco-capitalista e una grande quantità di risorse per combatterlo. Invece in un mercato governativo competitivo il profitto derivante dalla fornitura di servizi diminuisce drasticamente. Questa renderà molto più semplice la nascita di un sistema anarco-capitalista (o di un sistema alternativo).

Come abbiamo detto prima, una critica frequente che viene mossa al sistema anarco-capitalista è il problema della stabilità: cosa succede se tutte le agenzie di protezione si associano diventando un governo. Questo è un pericolo molto minore quando le vittime potenziali possono andar via fisicamente a basso costo. Come il presidente francese sopra citato, il cartello delle agenzie di protezione può formare un monopolio per poi scoprire che il suo territorio si è ridotto al solo quartier generale e a una manciata di onde. I suoi dipendenti troveranno facilmente un nuovo lavoro, dato che le agenzie di protezione nella città appena formata all'orizzonte stanno assumendo a tutta birra -- ma i suoi dirigenti se la passeranno molto peggio.

Per questo la geografia dinamica può finalmente rafforzare il punto debole dell'anarchia. E' difficile impadronirsi dell'acqua: tende a frammentarsi e sfuggirti via. Per quanto ciò sembri controintuitivo, queste fondamenta fluttuanti forniranno una base stabile per l'anarchia.

Il futuro

La geografia dinamica fa leva sulla natura particolare degli oceani per creare una società libera. E' interessante chiedersi fino a che punto si può spingere questa idea. Beh, la frontiera successiva sarà lo spazio. Lo spazio contiene pianeti, alcuni dei quali hanno una geografia statica, ed altri dinamica (giganti gassose, pianeti con superfici liquide). Ma la maggior parte dello spazio consiste soltanto di... spazio, che è chiaramente un ambiente di geografia dinamica. I pozzi di gravità pongono severe limitazioni al movimento, ma la totale mancanza di attrito significa che oggetti pesanti possono essere spostati a basso costo. In altre parole, la geografia dinamica non è solo una particolarità locale, ma vale nella maggior parte dell'universo.

La cattiva notizia è che il luogo dove attualmente abitiamo, la terraferma, probabilmente non potrà mai conoscere alti livelli di libertà o sostenere un'anarchia stabile. La buona notizia è che il 70% della superficie terrestre, e il 99.9999..% dell'universo, hanno le caratteristiche necessarie. Chi vuole per forza vivere a terra può tenersi il monopolio e la tirannide; noi ci prenderemo tutto il resto.

Una volta Mark Twain disse: "Comprate terreni. Hanno smesso di produrli.". Ebbene, la produzione sta per essere ripresa, e predico che il risultato sarà un grande cambiamento politico.

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Un aspetto non toccato da Patri in questo articolo è che la presenza di una piattaforma Seasteading che fa concorrenza al governo potrebbe migliare i governi stessi. Quindi anche chi resta sulla terraferma avrebbe un beneficio concreto dall'iniziativa.

Questo articolo era del 2004. C'è materiale più recente e più completo da leggere sull'avanzamento del progetto Seasteading: segnalo l'ottima FAQ. Inoltre, per chi capisce l'inglese parlato, c'è il video di questa ottima conferenza tenuta da Patri Friedman ed altri ingegneri.

13 commenti:

Weissbach ha detto...

Non è per portare sfiga, eh?
Anzi, auguro il massimo di successo a questo genere di iniziative.
Però temo che una cosa del genere, con la quantità (e la qualità) di gente che c'è al mondo oggi, possa finire solo come l'assedio di Münster.

alcamar ha detto...

Sono idee molto interessanti.
Da diverso tempo stavo pensando ad una cosa simile ma molto più in grande: una sfera di Dyson (cerca su wikipedia per un approfondimento). Sostanzialmente si tratta di una struttura ingegneristica (attualmente fantascientifica ma in un lontano futuro forse non così tanto) che consiste nel costruire una enorme sfera attorno al sole e rendere abitabile la superficie interna.
In realtà non si tratta di una unica sfera rigida ma di moltissime strutture debolmente collegate tra loro.
In questo caso ogni singola 'isola' (grande anche 50-100 ettari, tanto la superficie della sfera è ENORME!) diverrebbe la proprietà di un singolo individuo o al massimo di una famiglia. Ognuno può decidere di spostare la sua isola spaziale dove vuole ma vi saranno ovviamente delle regole da rispettare e autorizzazioni da chiedere ai vicini.

Tornando al concetto di piattaforme mobili marine di Friedman mi è venuto in mente un possibile problema: cosa succede se è un governo a mettere barriere all'ingresso?
Mi spiego meglio: supponiamo che 1000 persone si mettano assieme e formino un nuovo governo mettendo assieme le loro piattaforme. 10-20 persone di un governo vicino decidono di staccarsi dal loro stato e annettersi a quell'altro perchè offre condizioni migliori. Che succede se lo stato di quelle 1000 persone rifiuta l'annessione? L'eventualità non sarebbe così remota visto l'innato spirito di gruppo ristretto dell'uomo. I 10 estranei verrebbero visti un po' come degli extracomunitari. L'alto livello di vita di quel governo potrebbe venir messo in pericolo dall'arrivo di persone 'estranee'.

Che succede allora se si formano tante piccole enclave di 'elite' di persone e un grosso ammasso di 'reietti'?

L'ammasso di reietti, magari puntando sul numero e sulla forza, non potrebbe costringere le varie enclave di 'elite' all'annessione forzata?

Maurizio ha detto...

@weissbach:

assedio da parte di chi? Da parte del governo? (Ma in questo caso la piattaforma si sposterebbe altrove.)

@alcamar:

costruire una enorme sfera attorno al sole e rendere abitabile la superficie interna

Fico.

10-20 persone di un governo vicino decidono di staccarsi ... Che succede se lo stato di quelle 1000 persone rifiuta l'annessione?

Beh, direi quelle 10-20 persone sono libere di fondare un'altra piattaforma altrove. Del resto, quella piattaforma da 1000 persone come ha cominciato? Probabilmente ha cominciato gradualmente con sole 10 persone. Allora basta ripetere lo stesso processo.

L'idea è che non ci sarebbe una sola piattaforma, ma moltissime. (eventualmente con governi diversi: alcune capitaliste, altre anarco-capitaliste, altre comuniste, ecc. Uno degli scopi è sperimentare.)

alcamar ha detto...

Si ma probabilmente ci saranno piattaforme più appetibili di altre. Governi dove la gente è felice e ricca e altri dove è infelice e povera.
In questo caso gli abitanti dei governi dove si vive nella povertà ed infelicità proveranno a entrare negli stati dove si vive bene ed in ricchezza. Che succede se questi stati non vogliono accoglierli? Se li vedono come barboni indesiderati? Se li vedono come un rischio al loro livello di benessere?

Si, è vero, quelli respinti possono sempre farsi uno stato a se ma sarebbe sempre uno stato di poveri. Il desiderio di entrare nello stato dei ricchi e felici rimarrebbe.

Poi c'è il problema dell'economia globale. Ormai ogni stato è sempre più legato agli altri per via dell'economia. Anche queste isole-stato dovranno commerciare tra loro. Paradossalmente proprio motivi economici potrebbero introdurre barriere alla creazione di nuovi stati.
Metti che un grande e prospero stato chiamato XYZ decidesse di costituire un embargo totale verso ogni nuovo stato. Chi volesse fondare un'altra nazione si troverebbe così con un handicap iniziale notevole. Si ritroverebbe senza la possibilità di acquistare i beni dello stato XYZ, beni probabilmente di alta qualità o di tecnologia elevata.

Oppure lo stato XYZ potrebbe imporre specifiche condizioni per poter acquistare i propri prodotti, ad esempio che il nuovo stato adotti la legge x,y e z, il sistema di tassazione m e la regolamentazione delle nascite t, legge sull'estradizione di criminali in XYZ, etc... Pensa ad esempio alle fortissime pressioni politiche esercitate dagli USA verso tutti gli altri stati per la promulgazione di leggi per la protezione del copyright.

In questo caso la libertà di autodeterminarsi di questi nuovi stati sarebbe ridotta.

Maurizio ha detto...

@alcamar

A causa di un copia-incolla errato mi è scappata una frase insensata. riposto il commento senza quella frase:

> Si, è vero, quelli respinti possono sempre farsi uno stato a se ma sarebbe sempre uno stato di poveri.

No, perché imposterebbero la loro società come quell'altra, quindi diventerebbero ricchi anche loro. E' questo il senso stesso del discorso: quegli altri sono più ricchi perché hanno impostato meglio la loro società.

In altre parole, mi sembra che parli come se l'unico modo di diventare ricchi fosse parassitare gli altri. Al contrario si diventa ricchi aumentando la propria produttività (cioè dando agli altri qualcosa di maggior valore) ed evitando di essere parassitati dagli altri. Fondando una nuova piattaforma, i 10 fuggitivi potrebbero fare entrambe le cose, quindi diventerebbero ricchi.

Non solo diventerebbero ricchi come l'altra piattaforma, ma anche di più, dato che l'altra piattaforma si sta impoverendo a causa della sua politica protezionista.Vedi oltre.

> In questo caso gli abitanti dei governi dove si vive nella povertà ed infelicità proveranno a entrare negli stati dove si vive bene ed in ricchezza. Che succede se questi stati non vogliono accoglierli? Se li vedono come barboni indesiderati? Se li vedono come un rischio al loro livello di benessere?

In questo caso diventano più poveri. A pagina 2 di ogni manuale di economia si dimostra che una barriera di questo tipo impoverisce chi la mette. E' la classica fallacia del protezionismo.

In ogni caso, una piattaforma libertaria non metterebbe mai una barriera simile: impedire a qualcuno di insediarsi sul mare a fianco a me è un crimine (grave), dato che non sono proprietario dello spazio in cui l'altro si sta cercando di stabilire. Quello spazio non è di proprietà di nessuno. Quindi un'altra risposta alla tua domanda è semplicemente: "basta che vadano ad associarsi ad una piattaforma libertaria".


> Il desiderio di entrare nello stato dei ricchi e felici rimarrebbe.

In linea di principio il fatto che tu desideri X non significa che avere X sia una pretesa legittima. Io desidero fortemente andare sulla luna, ma non ne segue che qualcuno abbia il dovere di aiutarmi a farlo. Comunque, in questo caso, il diritto sarebbe dalla parte dei 10, non dei 1000, per le ragioni dette prima.

> Poi c'è il problema dell'economia globale. Ormai ogni stato è sempre più legato agli altri per via dell'economia. Anche queste isole-stato dovranno commerciare tra loro.

Certo. E' questo il bello. Ottieni i vantaggi del commercio con la terraferma senza gli svantaggi di essere parassitato.

> Paradossalmente proprio motivi economici potrebbero introdurre barriere alla creazione di nuovi stati. Metti che un grande e prospero stato chiamato XYZ decidesse di costituire un embargo totale verso ogni nuovo stato. Chi volesse fondare un'altra nazione si troverebbe così con un handicap iniziale notevole.

Se gli Stati Uniti provano a fare questo, la piattaforma si sposterebbe di fronte a un altro paese che sarà felicissimo di commerciare con la piattaforma. Hong Kong ad esempio sarebbe contentissima di partecipare a scambi vantaggiosi per entrambi. Gli Stati Uniti perderebbero questa possibilità, quindi diventerebbero più poveri. Ad esempio, immagina quando la piattaforma si sarà fatta una reputazione di eccellenza assoluta in alcuni servizi (che so, servizi medici, o servizi di gioco d'azzardo). Il governo degli stati uniti non vorrebbe mai che la piattaforma si allontanasse dalla costa, perché i cittadini statunitensi non sarebbero contenti, perché perderebbero l'opportunità di curarsi a basso costo sulla piattaforma, o di usufruire a basso costo dei casinò sulla piattaforma. Quindi il governo non ha incentivo a mettere questa barriera. (Questo a patto che al governo USA interessi qualcosa dell'opinione pubblica). Al contrario l'incentivo del governo è diventare più efficiente, perché la piattaforma gli fa concorrenza.

> Oppure lo stato XYZ potrebbe imporre specifiche condizioni per poter acquistare i propri prodotti, ad esempio che il nuovo stato adotti la legge x,y e z, il sistema di tassazione m e la regolamentazione delle nascite t, legge sull'estradizione di criminali in XYZ, etc...

In una fase iniziale questo è certamente vero, perché la piattaforma sarebbe poco autonoma, quindi non potrà avere le leggi che vuole. Poi, diventando più ricca e più indipendente, potrà semplicemente minacciare di andare altrove se il governo della terraferma provasse ad imporle leggi troppo invasive.

> Pensa ad esempio alle fortissime pressioni politiche esercitate dagli USA verso tutti gli altri stati per la promulgazione di leggi per la protezione del copyright.

penso piuttosto alla produzione di armi di distruzione di massa, o al commercio di droga, o al riciclaggio di denaro dei terroristi. Se una piattaforma medio-piccola provasse a fare questo sarebbe spacciata. E' chiaro che una libertà di questo tipo non sarà attuabile per molto tempo. Ma poco male se non puoi avere una società libertaria completa. Questo non elimina ogni differenza tra stare sulla terraferma e sulla piattaforma.

> In questo caso la libertà di autodeterminarsi di questi nuovi stati sarebbe ridotta.

Sì. (Anche se, a voler essere pignoli, solo un individuo può autodeterminarsi; non ha senso dire che uno _Stato_ si autodetermina.)

Quindi ci sono certamente delle rinunce da fare in termini di libertà. Ma la grande novità, secondo me, è che è stato ideato un percorso graduale e realistico per arrivare a livelli estremi di libertà.

Ciao

Ayeye ha detto...

Un'idea per certi versi simile a questa:

Un'idea dimenticata del 1860

Cosa ne pensi?

astrolabio ha detto...

che bello, finalmente potrei fare il pirata :-)

Lopo ha detto...

E i mezzi di produzione primaria? Di cibo e materie prime?
Al massimo questi microstati potrebbero gettare qualche rete per un po' di merluzzo (sai che roba, col calo drammatico della pescosità di questi ultimi anni...); da escludere completamente la possibilità di estrarre petrolio offshore, sia perché dopo un paio di settimane verrebbero bombardati, sia perché le piattaforme petrolifere sono fisse e si perderebbe la mobilità tanto cruciale.

Sarebbero solo una manciata di zattere dedite al commercio di nicchia quando non alla pirateria (vedi recenti casi nel golfo di Aden), limitate nella loro dimensione economica (dall'assenza pressoché totale di "capitale" di qualsivoglia natura, e dal non poter superare il "livello di guardia" oltre cui darebbero fastidio ad uno Stato) come nel loro sviluppo politico.

Non raggiungerebbero mai la dimensione né la massa critica per influire sul resto del sistema, semplicemente perché avrebbero bisogno del sistema, forse più di quanto il sistema abbia bisogno di loro.
Sarebbero delle nuove isole Cayman, o dei Campione d'Italia, nelle migliori ipotesi, delle riserve indiane nelle peggiori.

Oltretutto, in un periodo in cui una notevole parte dell'economia è immateriale, cos'avrebbero di nuovo e diverso rispetto a numerose società commerciali multi/transnazionali, che già adesso possono decidere di spostarsi presso il miglior offerente (vedi la Nike che non possiede alcuna fabbrica, e fa realizzare i prodotti col suo marchio nelle zone defiscalizzate più convenienti tra quelle che le nazioni asiatiche offrono al momento) o che possono contemporaneamente commerciare con tutto il pianeta a prescindere da dove siano fisicamente collocate?
Google non è già di fatto un'isola del genere, che rimane a Mountain View solo perché gli conviene, ma che qualora non fosse più così ci metterebbe un attimo a trasferirsi in qualche paradiso fiscale dei Caraibi e a continuare indisturbata a fare quello che fa?

Lasciamo perdere la questione spazio perché è ancora più fantasiosa (anzi, confesso che mi trattengo a stento dal definirla ridicola).

L'idea di Friedman è buona al massimo per un clone di Civilization; personalmente, se si deve parlare di idee pratiche di resistenza ad un sistema autoperpetuante e pernicioso, mi interessano di più le esperienze localistiche (una su tutte, le Transition Town) orientate alla decrescita, o l'analisi di Latouche delle economie informali e conviviali dell'Africa, ovvero tutto ciò che cerca di ritrovare la dimensione a misura d'uomo contro la spirale distruttiva della crescita infinita, piuttosto che lanciare idee da romanzetto di SF anni '50 per dimostrare un teorema.


(Ah, quanto alla faccenda dell'altro post: leggendo e rileggendo mi sono convinto che il problema è proprio nella definizione di diritto, senza stabilirla precedentemente e cercando di fissare degli assiomi e delle regole di inferenza si rischia di arrivare ad un sistema magari coerente ma scollegato da un'interpretazione realistica, come capita per i modelli matematici. Ho visto che più o meno discutevi di problemi simili con l'altro tuo interlocutore, segno che probabilmente la mia convinzione non è peregrina)

Maurizio ha detto...

@lopo

Dici che non avrebbero materie prime. Ok, ma possono importarle. Importarle non è peggio che produrle da sé. Tu e la tua famiglia allevate animali, crescete piantagioni di cotone, vi fate da solo i vestiti, le scarpe, piantate il grano, estraete l'acqua dal pozzo, vi curate da soli? Oppure lasciate produrre queste cose da altri e le comprate da loro? Se io ti dicessi che ti conviene smettere di acquistare queste materie prime e produrle da te, per tagliare i tuoi costi, oppure "per non avere bisogno del sistema", cosa risponderesti? Probabilmente che ti conviene continuare ad importare queste cose da altri, e continuare a fare le cose che sai fare meglio. In questo modo hai più uscite ma anche più entrate.

Questo principio che vale per una famiglia vale anche per società più grandi. Se ad esempio in Italia non ci fosse acqua, non crescesse grano, non ci fossero animali, per noi non cambierebbe niente. Li importeremmo e faremmo altre cose.

L'importante non è non avere uscite, è avere più entrate che uscite. Cioè avere un profitto. Per massimizzare il profitto bisogna specializzarsi nelle cose che sai fare meglio e lasciar fare tutto il resto ad altri. Seasteading probabilmente farebbe alcune cose meglio degli altri perché non avrebbe tasse (o, nel primo periodo, stando più vicino alla costa, pagherebbe solo la tassa oceanica); questo le darebbe un vantaggio competitivo rispetto alle già esistenti società commerciali/multinazionali che viti.

Non avere materie prime potrebbe diventare un problema solo se certe risorse essenziali (come l'acqua) fossero in mano a un solo governo. Cioè se ci fosse un governo mondiale. Finché non c'è un governo mondiale, la piattaforma Seasteading non avrà problemi.

Nel breve periodo l'obiettivo è avere più entrate che uscite, cioè un profitto. Se friedman riesce a costruire una piattaforma con profitto, riesce a costruirne 100.000. Ciao

Lopo ha detto...

@ Maurizio

Dici che non avrebbero materie prime. Ok, ma possono importarle. Importarle non è peggio che produrle da sé. Tu e la tua famiglia allevate animali, crescete piantagioni di cotone, vi fate da solo i vestiti, le scarpe, piantate il grano, estraete l'acqua dal pozzo, vi curate da soli? Oppure lasciate produrre queste cose da altri e le comprate da loro?

Certo che io o la mia famiglia non li produciamo, ma proprio per questo siamo "servi del sistema" da liberare con la trovata di Friedman jr!

Se io ti dicessi che ti conviene smettere di acquistare queste materie prime e produrle da te, per tagliare i tuoi costi, oppure "per non avere bisogno del sistema", cosa risponderesti?

Che è in generale può essere vero.

Probabilmente che ti conviene continuare ad importare queste cose da altri, e continuare a fare le cose che sai fare meglio. In questo modo hai più uscite ma anche più entrate.

Mi conviene se è conveniente a lungo termine, ovvero se riesco a pararmi il culo dalle intemperanze del sistema nel suo complesso. Si chiama "resilienza".

Questo principio che vale per una famiglia vale anche per società più grandi. Se ad esempio in Italia non ci fosse acqua, non crescesse grano, non ci fossero animali, per noi non cambierebbe niente. Li importeremmo e faremmo altre cose.

Li importeremmo se potessimo, cioè se avessimo risorse da scambiare. E anche in quel caso non è detto (in Nigeria hanno il petrolio ma anche una miseria che abbaia).

Seasteading probabilmente farebbe alcune cose meglio degli altri perché non avrebbe tasse (o, nel primo periodo, stando più vicino alla costa, pagherebbe solo la tassa oceanica); questo le darebbe un vantaggio competitivo rispetto alle già esistenti società commerciali/multinazionali che viti.

Che avrebbero un vantaggio nell'esistere già, nell'essere testate da un certo periodo di funzionamento, di avere assicurati dei servizi che Seasteading potrebbe non avere (mica è detto che qualcuno venda loro l'acqua o l'energia).


Non avere materie prime potrebbe diventare un problema solo se certe risorse essenziali (come l'acqua) fossero in mano a un solo governo. Cioè se ci fosse un governo mondiale. Finché non c'è un governo mondiale, la piattaforma Seasteading non avrà problemi.

Non vedo il motivo di tanta sicurezza.

Nel breve periodo l'obiettivo è avere più entrate che uscite, cioè un profitto. Se friedman riesce a costruire una piattaforma con profitto, riesce a costruirne 100.000.

Chi l'ha detto?
Google ha profitti enormi, ma non esistono 100.000 Google. Ne esiste UNA.

libertyfighter ha detto...

Io trovo l'idea molto interessante. Salvo il fatto che i governi terricoli avanzerebbero pretese immediate sulle zone oceaniche di cui sopra. Come del resto risulta evidente dalla faccenda dell' Isola delle Rose.

Stefano Marras ha detto...

Ciao, Maurizio,
è da molto tempo che seguo con interesse il tuo blog. Volevo informarti del fatto che mi son permesso di pubblicare sul mio neonato blog (http://ilmachiavello.blogspot.com/) un tuo post di un annetto fa (http://lumerinnovato.blogspot.com/search/label/politica?updated-max=2008-03-09T11%3A19%3A00%2B01%3A00&max-results=20) sull'ignoranza razionale, naturalmente con tutti i riferimenti di rito - quantomeno dovuti.
Spero non ti dispiaccia, ma se così non fosse sono pronto a cancellare immediatamente il post (tra l'altro il blog è, appunto, appena nato, dunque ancora non rintracciabile dal motore di ricerca). Spero comunque vorrai venire a visitarlo.
Saluti,
Stefano

Anonimo ha detto...

grande patri, ho anch'io riportato un articolo sui progetti di patri alcuni giorni fa.

domenico.
http://brigantilibertari.blogspot.com/