mercoledì 20 febbraio 2008

Uccidere un individuo potenziale

(Aggiornato il 25 febbraio 2008)

Perché la distruzione di un embrione umano (blastocita, un organismo di circa 150 cellule) è immorale?

Forse perché esso è vivo, in senso biologico? Questo è vero, ma anche le piante lo sono.

Forse perché esso è vivo ed umano? E' vero, ma anche un capello umano, o qualunque cellula del nostro corpo, soddisfa questa definizione.

Forse perché l'embrione è una persona (individuo)? Ma l'embrione non possiede le proprietà che comunemente vengono attribuite alla persona: non è senziente (in quanto non possiede un sistema nervoso), non è in grado di amare, soffrire, pensare; non è cosciente, non possiede un "io"; non è intelligente, non è in grado di capire alcunché, o di fare alcunché di significativo. Insomma non sembra che l'embrione possa soddisfare alcuna definizione difendibile di 'persona' ('individuo').

Come ulteriore argomentazione, considerate un "individuo" in stato di morte cerebrale. Egli è perfettamente vivo, ed è perfettamente appartenente alla specie umana; tuttavia il suo cervello ha irreparabilmente cessato la sua attività. Può la distruzione di questo "individuo" (ad esempio per prenderne gli organi) essere immorale? Pochi sarebbero disposti a sostenere una cosa simile. Lo stesso vale per un bambino nato privo di cervello. Tutto ciò è evidenza che ciò che conta, dal punto di vista morale, non è la vita, né l'appartenenza alla specie umana, bensì altre proprietà (la capacità di sentire, pensare, capire; la presenza di un "io", ecc.). L'embrione umano è ugualmente privo di queste proprietà. Quindi la sua natura non appare tale da poterlo definire "individuo" o "persona".

Una obiezione tipica è quella che afferma che l'embrione non è una persona, ma lo diventerà (o potrebbe diventarlo). Non è un individuo, ma è un individuo potenziale. Quando distruggi l'embrione, stai impedendo a qualcosa (che non è un individuo) di diventare individuo.

Ma lo fai anche quando rifiuti una proposta di rapporto sessuale, o quando usi il preservativo. Stai infatti impedendo ad uno spermatozoo e a un ovulo (che non sono individui) di fondersi e dar luce a un individuo. Che differenza morale c'è? (Persino l'atto di resistere a uno stupro potrebbe essere considerato come l'omicidio di un individuo potenziale.)

Una risposta istintiva è che l'ovulo e lo spermatozoo sono entità separate, non ancora combinate, quindi non costituiscono ancora un individuo. Ma questa risposta è contraddittoria: poco prima, si era ammesso che neppure la loro unione, l'embrione, fosse un individuo. Proprio per questa ragione si era passati a sostenere l'argomento dell'individuo potenziale. Insomma, tracciare una distinzione tra il sistema "spermatozoo e ovulo separati" e il sistema "spermatozoo e ovulo uniti dopo il crossing-over", è contraddittorio: nessuno dei due sistemi possiede le proprietà che definiscono la persona, ed entrambi sono in grado di svilupparle.


Esiste anche un altro importante motivo per cui è difficile considerare il concepito come identico a "una vita umana" (potenziale o meno). Come fa notare Sam Harris (Lettera a una Nazione Cristiana):
Supponiamo per un attimo che ogni embrione umano di tre giorni [sia degno] di diventare oggetto delle nostre preoccupazioni morali. In questa fase, a volte, capita che gli embrioni si dividano, diventando due individui distinti (i gemelli monozigoti). In questo caso abbiamo forse un'anima che si divide a metà? A volte due embrioni si fondono in un unico individuo, che prende il nome di chimera. Tu o qualcuno dei tuoi conoscenti forse vi siete sviluppati proprio in questo modo.


Una argomentazione simile produce un altro assurdo. Se sostieni che l'embrione sia "una vita umana completa", o "un individuo unico e irripetibile", in quanto (a differenza dell'ovulo e dello spermatozoo separati) esso ha un genoma umano completo, stai affermando che il genoma è tutto ciò che conta per identificare una persona o un individuo. Ne segue che due gemelli identici sono la stessa persona. Ciò è ovviamente assurdo. (I gemelli identici sono due persone diverse perché, pur avendo lo stesso DNA, differiscono per il contenuto del loro cervello: le loro idee, le loro opinioni, i loro sentimenti, le loro esperienze di vita sono differenti.)

Continua Harris sugli embrioni chimera, i quali, come abbiamo detto, si fondono tra loro diventando un unico embrione:
I teologi sanno ancora dibattendo per stabilire dove finisce, in questo caso, l'anima in eccesso. Non è forse ora di ammettere che questa "aritmetica delle anime" non ha alcun senso? L'idea ingenua che ci siano anime [o persone, NdM] su un vetrino o in una piastra di Petri è indifendibile sul piano intellettuale. È lo è anche sul piano morale, considerato che sta mettendo i bastoni tra le ruote a una delle ricerche più promettenti della storia della medicina. In questo preciso momento, le tue credenze sull'anima umana [o sul fatto che l'embrione sia "una vita umana", NdM] stanno prolungando un'infelicità insostenibile, vissuta da decine di milioni di esseri umani.
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Va anche notato che l'affermazione "l'embrione non è persona ma lo diventerà", detta così, è falsa. In realtà l'embrione ha solo una certa probabilità di diventare persona. Il 50% dei concepimenti termina con un aborto spontaneo, in genere senza che la donna si renda minimamente conto di essere incinta. Il 20% di tutte le gravidanze accertate termina naturalmente con l'aborto [fonte: P.Griebel et al, "Management of spontaneous abortion", American Family Physician, Vol. 72, n. 7, 1 ottobre 2005, pp 1243-50]. Un cinico potrebbe domandare agli oppositori della ricerca sugli embrioni, o dell'aborto nei primi tre mesi di vita, perché non si preoccupino o non si adoperino per limitare questo "olocausto" di vite umane.

Chiudo citando ancora Sam Harris:
Secondo i recenti progessi dell'ingegneria genetica, quasi ogni cellula del tuo corpo costituisce potenzialmente un essere umano. Quindi, ogni volta che ti gratti il naso, ti macchi dell'olocausto di potenziali esseri umani.

11 commenti:

Kirbmarc ha detto...

Ottimo articolo. Aggiungerei , cinicamente, perchè gli stessi "pro-life" non si battono per i diritti degli spermatozoi che non si uniscono all'ovuolo-perchè discriminarli? ;)

Luca ha detto...

Grazie per aver avuto la pazienza di dirimere la "questione" embrione, individuo in potenza, secondo ragione.

Maurizio ha detto...

perchè gli stessi "pro-life" non si battono per i diritti degli spermatozoi che non si uniscono all'ovuolo-perchè discriminarli?

Forse i pro-life non sono egualitaristi :)

annarosa ha detto...

Hai fatto una gran confusione tra 2persona" - concetto filosofico e giuridico -e "individuo umano" -concetto biologico.
La definizione di individuo manca e le cellule umane di cui parli non vi entrerebbero.

Riprova!

ps
indivìduo =

sapere.it: ogni singolo essere organico, specialmente animale, preso come singolo rispetto alla specie

dizionario-italiano.it: essere distinto da ogni altro della medesima specie e formante un tutto che non può venir decomposto senza perdere le sue qualità distintive

http://dizionari.repubblica.it/: Ogni organismo, animale o vegetale, considerato per se stesso, distinto da tutti gli altri della stessa specie, e formante un'unità organica indivisibile

Lap(l)aciano ha detto...

Il problema grave è che il concepimento è l'unica vera discontinuità nella nascita di una persona; questo è un "collo di bottiglia" logico dal quale non si esce.

Legalmente è necessario stabilire un termine dopo il quale un embrione è persona; un'altra discontinuità altrettanto forte andrebbe bene, ma non mi pare che ce ne siano.

Maurizio ha detto...

Laplaciano:

Parti da un falso assunto. Non occorre trovare una discontinuità nello sviluppo; basta cercare una discontinuità nelle proprietà. Una discontinuità nelle proprietà non coincide necessariamente con una discontintuità nello sviluppo. Mi spiego.

Tu costruisci un ponte, o un arco, pezzo per pezzo. Ma fino a che non metti l'ultimo pezzo, il ponte non funziona. La costruzione è graduale, ma c'è una discontinuità nelle proprietà. La proprietà "essere un ponte funzionante" comincia a valere all'improvviso, a un certo punto.

Analogamente, durante lo sviluppo embrionale c'almeno è un evento saliente che è la produzione del sistema nervoso e della capacità di sentire. Il fatto che questa capacità si formi per gradi è irrilevante: basta essere più conservativi possibile e prendere il giorno prima del quale non può sicuramente esservi coscienza (sensazioni soggettive). Prima di quel giorno, uccidere l'embrione non è immmorale. Dopo, comincia ad essere immorale. (Questo non vuol dire che debba necessariamente essere illegale, vedi Judith Thomson.)

georges ha detto...

Il problema apparentemente non ha soluzione logica. Perchè la logica non è sufficente. Io credo: 1)Che abbiamo queste difficoltà perchè abbiamo reso l'aborto un dilemma pubblico, mentre il suo ambito dovrebbe essere nel privato. 2) Al di là delle possibili speculazioni filosofiche, ciò che conta è il desiderio della maternità e l'accettazione amorevole della propria condizione da parte della donna gravida. A questo punto, meglio sarebbe, riportare l'arbomento nell'ambito privato, con ciò che ne consegue; quindi responsabilità della donna e eventuale operazione in cliniche private. Diversamente, la collettività rischia di spaccarsi la testa e di assumersi della responsabilità indesiderabili.

georges ha detto...

Mi chiedo anche: perchè se un leone mangia una gazzella, non ho niente da dire, mentre di fronte a un aborto ho un sussulto? Io credo perchè dentro di noi, nei nostri geni esiste un qualcosa che si potrebbe chiamare economia della distruttività. Tutti siamo consapevoli che per vivere dobbiamo distruggere qualcosa, la nostra vita richiede che qualcosa muoia o si trasformi. Però c'è una specie di auto-limite inconscio a questo, un qualcosa che ci impone uno stop, quando la distruzione è palesemente gratuita. Probabilmente perchè spiritualmente siamo legati alla natura, siamo noi stessi natura anche se ormai non ce ne rendiamo conto. Chissà che non si tratti, in fondo, di realizzare il sogno di ognuno di noi, che potrebbe essere quello di giungere a una profonda comunione con la natura....

georges ha detto...

Rileggendo il post devo dire che lei mi spaventa....la sua logica tagliente ci porta fuori da ogni umanità, l'unico limite è l'altro dotato di "io", limite che sarebbe certamente prima o poi superato...lei a sostituito a Dio la logica, questo è l'anticamera della distruzione dell'uomo...se non riempiamo questa logica tagliente con della comprensione spirituale, siamo fritti!!

HBK90 ha detto...

Veramente un'ottima riflessione.
Sono assolutamente d'accordo, finalmente ho trovato un parere non "pro-life".

Complimenti all'autore.

Maurizio ha detto...

@ georges

lei ha sostituito a Dio la logica

Mi creda, questo potrebbe essere il più bel complimento che ho mai ricevuto.